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PER CHI NON LO SAPEVA: ANCHE IN RUANDA C'E'
IL REATO DI "NEGAZIONISMO"
Vai alla pagina di Gabriele Repaci su facebook
LEGGE GAYSSOT
AGGIORNAMENTO
In Francia più facile abolire la famigerata delle Fabius-Gayssot: d'ora in poi come in Italia, sarà possibile sollevare la questione di costituzionalità di ogni legge in sede processuale
(23-02-2010)
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(in francese)
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DENUNCIA
GLI ABUSI E I "DISGUIDI"
DI INTERNET |
Non è vero che sulla rete tutto è automatico. Esistono filtri, boicottaggi, blocchi improvvisi di alcuni servizi, che evocano la possibnilità di interferenze esterne, in genere quando gli argomenti che diffondi toccano i poteri forti. DENUNCIA QUI LE TUE ESPERIENZE.
Vai al Dossier Falso Automatismo Rete
(in allestimento)
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LIBERTA' DI ESPRESSIONE,
DI STAMPA E DI INSEGNAMENTO
Il revisionismo è inseparabile dalla ricerca storica ed è un diritto inalienabile per tutti i cittadini italiani, garantito dagli articoli 21 e 33 della Costituzione. Questo non vuol dire che la ricerca storica deve essere revisionista, ma solo che essa ha in sé una ineludibile potenzialità revisionistica, nella misura in cui porta alla scoperta di nuovi documenti e e dunque di reinterpretazioni possibili di quanto già acquisito: potenzialità che va rispettata e difesa da inaccettabili forme di censura “legale” e di violenza censoria. A sua volta, quanto appena detto non vuol dire prefigurare una visione irenica dello scontro ideologico-culturale che sempre la storia e lo studio della storia hanno prodotto: il passato storico evoca simbologie e valori ancora presenti nell'oggi, ed è normale che il dibattito attorno ad esso possa assumere forme anche di contrapposizione frontale. Lo studio della storia non è cioè un pranzo di gala, ma non può essere nemmeno un incontro di pugilato col quale – ledendo la stessa intelligenza dell'aggressore-censore – si pretende di tappare la bocca a chi propone tesi opposte. Le menzogne storiografiche vanno smascherate e sconfitte con argomentazioni, documenti e dati di fatto, non con leggi liberticide e con il divieto amministrativo di svolgere dibattiti pubblici o lezioni nelle scuole e nelle università. In sintesi, occorre avere l'intelligenza di percorrere un doppio binario: quella della difesa forte delle proprie idee attraverso una argomentazione sempre più puntuale e serrata, e quella del riconoscimento della libertà di espressione per l'avversario, di cui complemento necessario è la proposizione e la difesa di un quadro legislativo che impedisca ogni forma di censura, e garantisca le basi giuridiche per la libertà di espressione per tutti.
Su facebook le adesioni:
http://www.facebook.com/profile.php?id=100000823780631
e pagina di Claudio Moffa |
6 giugno 2011
UNA POLEMICA SBAGLIATA
E OMISSIVA DI UNA CORRETTA INFORMAZIONE:
IN SCOZIA NON SI CENSURANO I LIBRI DI SCRITTORI
E AUTORI ISRAELIANI, MA I LIBRI STAMPATI IN ISRAELE
Claudio Moffa
l LA NOTIZIA E' QUESTA:
Scotland: Glasgow districts boycott Israeli books
Several districts in southwest Scotland expands boycott on Israeli products, bar stores from carrying English translations of Israeli books. 'A place that boycotts books isn't far from a place that burns them,' says Ambassador Ron Prosor
Yaniv Halily
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http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4073097,00.html |
LONDON – Scottish citizens might not be able to purchase English translations of Israeli masterpieces such as "A tale of love and darkness" by Amos Oz and "Someone to run with" by David Grossman, due to a boycott on Israeli books. Two and a half years ago, shortly after Operation Cast Lead , the West Dunbartonshire Regional Council, located west of Glasgow, approved a bill that called to boycott goods produced in Israel. According to the law, the council and all public bodies under its jurisdiction are forbidden to sell goods that originated from Israel. Following the botched raid on the Turkish Flotilla to Gaza last May, the council expanded the boycott to include a ban on the purchase of English translations of Israeli books and the distribution of these books in public libraries throughout the council's jurisdiction. West Dunbartonshire was joined by the large Scottish city Dundee, which decided to issue a recommendation to boycott all goods produced in Israel. Legal advisers instructed Dundee's mayor to refrain from legally enforcing the boycott in order to avoid future lawsuits. Instead, the municipality plans to distribute posters throughout the city, calling on some 150,000 residents to refrain from buying Israeli goods, and will also apply a special mark on Israeli products, in order to make them easily identifiable.
Israel yes, Iran no European Union prohibits its member-nations from boycotting products from countries that are not under an official embargo imposed by the EU The. Unlike Iran, which is not subjected to a boycott in Britain despite being issued sanctions by the EU, Israel "enjoys" special scrutiny. "The municipality will not boycott Israeli books printed in Britain, only books that were printed in Israel," said West Dunbartonshire Regional Council Spokesperson Malcolm Bennie. Bennie admitted that Israel is the only country being boycotted by the council, adding that the municipality had no intention of issuing a ban on products originating from Iran, Syria or Libya. "A place that boycotts books is not far from a place that burns them," Israel's Ambassador to the UK Ron Prosor said in response. "The council stained the reputation of its members and shamed the good citizens of Scotland," he added. The announcement of the Scottish boycott on Israeli books stirred a storm among Israeli authors whose books were translated into English and sold throughout the British Kingdom. "I think it is a despicable decision," said award-winning author Amos Oz, whose books are widely distributed to international audiences.
"I think it's a mistake to boycott literature and authors, because they represent the sane side of society," said "The House of Dajani" author Alon Hilu. "I am invited to a book festival in Edinburgh this August and I hope they don't boycott me there as well," he noted.
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E' dunque sbagliata la presentazione e il commento di questa notizia da parte dell'on. Fiamma Nirenstein su il Giornale di ieri (http://www.ilgiornale.it/esteri/scozia_libri_bando_vietato_leggere_scrittori_israeliani/05-06-2011/articolo-id=527402-page=0-comments=1). Il boicottaggio non riguarda le opere di autori israeliani, che qui condanneremmo senza esitazioni, perché una misura del genere sarebbe lesiva del diritto alla completa e libera informazione su quale che sia argomento, e di quale che sia autore: in Israele, giustamente, circola persino il Mein Kampf di Hitler. Il boicottaggio riguarda invece i libri stampati in Israele, come tali prodotti provenienti dallo Stato ebraico. Le opere di cittadini israeliani circolano liberamente anche in Scozia, e questo è un bene.
Il boicottaggio dei prodotti israeliani - dai libri ai pompelmi - è altra cosa: riguarda la presa di coscienza sempre più diffusa nell'opinione pubblica mondiale della politica israeliana in Medio Oriente. Vedi l'episodio sui giornali di oggi, la strage - come titola tra gli altri la Stampa - di cittadini siriani e palestinesi al confine col Golan, occupato dal 1967 da Israele nonostante le decine e decine di risoluzioni delle Nazioni Unite che esplicitamente o implicitamente chiedono a Tel Aviv di ritirarsi dai territori occupati durante la guerra dei sei giorni. |
6 gennaio 2011
UN APPELLO SEMPRE VALIDO
aggiornato a 561 firme, molte delle quali straniere
“Le università devono essere libere e all'interno ci deve essere una piena libertà di pensiero. La libertà di pensiero non deve tradursi in un delitto di opinione. Le opinioni non possono essere considerati dei reati. Nessuna legge deve limitare la libertà di insegnamento” (Sergio Romano)
Claudio Moffa (Università di Teramo, Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente);Francesco Mario Agnoli (magistrato); Ashraf Haj-yahya;Vincenzo Adamo; prof Paolo Albanese; Daniele Alicata; Cristian Al-Shardana Balestrino; Antonino Amato (Ciaoeuropa); Bruno Ambusto; Stefano Andreozzi; Amerigo Angelini, Scoppito (AQ); Alessandra Angeloni; Bruno Amoroso (Università di Roskilde, docente Master Enrico Mattei); Stefano Andreozzi ( Ecole Polytechnique Federale de Lausanne); Luca Angelone;Alessandra Angeloni (Università di Firenze); Juri Antonelli ; Michele Antonelli (scrittore, docente Master Enrico Mattei); Romina Antonelli; David Antonelli, Empoli ; Christian Antonelli, Empoli ; Renato Antonelli, Empoli ; Piero Antonelli, Empoli ; Arturo Arcidiacono; Léon Arnoux, (poète); Patrick Atzori; Patrizia Avenoso; Alessandro Aversano; Amedeo Avogadro;
Luca Baldelli; Antonella Buono, Bari ; Maurizio Barozzi; Anacleto Barsotti; Angelo Barsotti; Avv. Luigi Bellazzi (Verona); Roberto Bellon; Circolo Politico-Culturale Benito Mussolini; Giuliano Benvenuti ; Pamela Benvenuti ; Matteo Berta; Fabio Carlo Bertoluzzo (To); Avv. Pietro Bertoncelli; Avv. Roberto Bertoncelli; Giancarlo Bianchi ...
Firma anche tu! 21e33@tiscali.it
Leggi le altre firme |
Come resistere alla repressione
15 decembre 2010
BURMESE DAYS OVVERO :
LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE VALE SOLO
A CASA DEGLI ALTRI
di Lorenzo Borrè

Nel secolo scorso Achille Campanile annotava che l'inglese e l'americano sono due lingue solo apparentemente simili: in realtà il significato di una frase pronunciata da un londinese è diverso da quello di una frase identica detta da un abitante di New York; “I live here”, detto da uno che vive nella capitale britannica significa “io vivo a Londra”, detto da un abitante della Grande Mela significa invece “io vivo a New York”....
La battuta non è delle più brillanti, ma serve a far riflettere sulla differente estensione e sul diverso significato che -ai giorni nostri- una locuzione può assumere a seconda del contesto geopolitico in cui essa viene pronunciata... Leggi tutto |
Come resistere alla repressione - Francia
6 dicembre 2010

ABOLIRE LA LEGGE GAYSSOT.
UNA PETIZIONE FRANCESE RACCOGLIE MILLE QUATTRO CENTO FIRME. MANDANO IL LORO APPOGGIO L'INTELLETTUALE AMERICANO NOAM CHOMSKY,
IL PROFESSORE BELGA JEAN BRICMONT, IL CCOMICO FRANCESE DIEUDONNÉ, NONCHÈ ...IL COFONDATORE DELLA APPLE, STEVE WOZNIAK
PARLA CHOMSKY
"J'apprends que Vincent Reynouard a été condamné et mis en prison au nom de la loi Gayssot et qu'une pétition circule pour protester contre ces mesures. Je ne connais rien à propos de Monsieur Reynouard, mais je considère la loi Gayssot comme complètement illégitime et en contradiction avec les principes d'une société libre, tels qu'ils ont été compris depuis les Lumières. Cette loi a pour effet d'accorder à l'Etat le droit de déterminer la vérité historique et de punir ceux qui s'écartent de ses décrets, ce qui est un principe qui nous rappelle les jours les plus sombres du stalinisme et du nazisme. Si la justification de la loi Gayssot est d'interdire les « opinions abominables » ou de faire respecter le droit « de ne pas craindre de vivre dans un climat »[1] de préjugés et de racisme, alors il devrait être évident que, si de telles lois étaient appliquées de façon impartiale, elles rendraient illégales une grande partie des propos exprimés publiquement qui, même si on peut les considérer comme ignobles, devraient certainement être autorisés dans une société libre et qui, en fait, le sont, sans même que cela ne soulève la moindre question. Par conséquent, je souhaite exprimer mon soutien à la pétition contre l'application de cette loi dans le cas de Monsieur Reynouard (ou dans tout autre cas). "
Noam Chomsky, le 5 septembre 2010.
Fonte (per leggere la petizione e vedere le firme) :http://abrogeonslaloigayssot.blogspot.com/ |
Come resistere alla repressione - Italia
7 ottobre 2010
RECENSIONE A “CONTRO L'ETICA DELLA VERITA'”
DI GUSTAVO ZAGREBELSKY, EDITORI LATERZA.
di Lorenzo Borré
La casa editrice Laterza ha recentemente ristampato un'interessante raccolta di scritti e discorsi del Prof. Gustavo Zagrebelsky, intitolata “Contro l'etica della Verità”.

Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, non ha bisogno di presentazioni: la sua attività di giurista e di filosofo del diritto è nota agli addetti ai lavori, così come molti, soprattutto tra i lettori di Repubblica, conoscono i brevi saggi pubblicati sul quotidiano di Piazza Indipendenza, saggi che -in parte- vengono riproposti nel libro. Leggi tutto |
Disinformazione
7 ottobre 2010
Affaire Moffa ou affaire sioniste ?
MANIGANCES SIONISTES
di Sophie Crêtaux

Le 25 septembre 2010, Fiamma Nirenstein, sénateur PDL italiano-israélien, enveloppée d’un drapeau israélien, publiait dans le quotidien Il Foglio un article désespéré, nous montrant une entité sioniste aux abois, agonisant sous les coups notamment d’un négationnisme archéologique « peggiore del negazionsimo dell’Olocausto » et d’une presse internationale aux ordres des terroristes et poussant l’audace, « sul caso della Mavi Marmara », jusqu'à « l’idea che gli ebrei avessero voluto attaccare e uccidere un gruppo di pacifisti’ ».
(leggere sul sito http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=36561).
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Come resistere alla repressione - Francia
2 settembre 2010
ACCUSÉE DE CONSACRER TROP DE TEMPS À LA SHOAH,
UNE PROFESSEUR D'HISTOIRE SUSPENDUE À NANCY

Une professeure [sic] juive d'histoire de Nancy a été suspendue quatre mois de ses fonctions pour avoir manqué à ses obligations "de neutralité et de laïcité" dans son enseignement et lors de voyages scolaires dans des anciens camps de concentration, indique mardi son avocate.
Catherine Pederzoli, 58 ans, avait l'habitude d'organiser des voyages en Pologne et en République tchèque depuis une quinzaine d'années avec ses classes de seconde, première et terminale du lycée public Henri-Loritz de Nancy, a expliqué à l'AFP son avocate, Me Christine Tadic. "Depuis l'arrivée d'une nouvelle direction de l'établissement en 2007, on s'acharne contre elle, on veut s'en débarrasser", affirme l'avocate. "La faute que l'enseignante a commise n'est-elle pas d'être juive ?" interroge Me Tadic, qui a saisi mardi en référé le tribunal administratif pour suspendre la décision du recteur. Le tribunal devrait se prononcer d'ici quinze jours.
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Fonte: Le Monde, 31 août 2010, 21,30 |
Come resistere alla repressione
1 settembre 2010
RIFLESSIONI SULLA MORTE (PRESUNTA)
DELL'ART. 27 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
di Lorenzo Borrè
Questa volta è accaduto a Marcello Dell'Utri, a Como, in una manifestazione in cui si parlava di cultura.
Doveva presentare un libro, ma gli è stato impedito da una gruppo organizzato che, in un crescendo di schiamazzi, ne ha sovrastato la voce, zittendolo e costringendolo, di fatto, ad abbandonare la manifestazione..
Al confronto civile, pacato, intelligente, si è preferita, dunque, ancora una volta, la prepotenza.
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Falso Automatismo Rete
21 agosto 2010
Svizzera - Prove di censura in Rete
CRITICATA LA LEGGE
SULLA SORVEGLIANZA DELLE E-MAIL

I partiti di ogni schieramento e gli ambienti interessati sono scettici riguardo alla proposta governativa posta in consultazione fino al 9 settembre.
La revisione della legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale ed elettronica non piace: i partiti di ogni schieramento e gli ambienti interessati sono scettici riguardo alla proposta governativa posta in consultazione fino al 9 settembre. Il Consiglio Federale intende rinnovare la legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT) perché la ritiene non adeguata agli sviluppi tecnologici. Leggi tutto
Fonte: sito http://www.mattinonline.ch/2061/criticata-la-legge-sulla-sorveglianza-delle-e-mail

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Reati d'opinione - Italia
2 agosto 2010
Pubblichiamo qui di seguito un articolo-denuncia di Terrasanta.org sulla criminale aggressione subita dal suo direttore Filippo Fortunato Pilato. Un'aggressione che sarebbe potuta sfociare in una vera e propria tragedia senza la pronta reazione della vittima, e che suscita oltre la nostra totale solidarietà (vedi alla fine dell'articolo) anche un paio di riflessioni: 1) l'autore sembrerebbe un mezzo squilibrato: è il modello Tartaglia che si ripete, sia pure in chiave minore? Vale a dire un avvertimento di chiara provenienza ma non firmato perché apparentemente non “cosciente”? 2) E' un fatto che l'aggressione coincide con la diffusione in rete di un articolo del pdiccista Valerio Evangelisti, che si scaglia contro l'alleanza “rosso-bruna” a suo dire segnale di una ex sinistra ormai eretica e incoerente: un articolo che oltre a prendere fischi per fiaschi (vedi Alex Lattanzio confuso con un omonimo seguace di Rauti) e oltre a confondere la critica con la diffamazione (un difetto tipico degli ultras sionisti: vedi al proposito la lettera del collega Borré a Radio Città Aperta, che ha cancellato il “pezzo” di Evangelisti dal suo sito) ricorda il classico detto del bue che dice cornuto all'asino: perché il purissimo compagno Evangelisti è stato co-candidato elettorale nelle elezioni europee del 2009, a fianco di Alberto Burgio, l'amico de L'Ernesto nonché firmatario di un appello della Comunità ebraica italiana contro le Università inglesi colpevoli di voler boicottare quelle israeliane e lo Stato d'Israele.
Cosicché, e concludiamo, l'Evangelisti urla allo scandalo altrui che scandalo non è – è opportuna e giusta convergenza di identità diverse, come insegnano la Jugoslavia e la Russia, in un'epoca caratterizzata da poteri forti che non c'entrano proprio nulla col fascismo (e anzi di questo agitano lo spauracchio per poter meglio dominare) - rifiutandosi di vedere la trave del suo scandalo: quello di fare il militante di organizzazioni sedicenti comuniste legate a doppio filo con Israele, che di epurazione in epurazione, di circoli in circoli decimati dal 1991 ad oggi e di idiota furbizia in furba idiozia, sono diventate la ruota di scorta del partito-Repubblica in Italia e nel mondo. Con il supporto mascalzone, ovviamente, della lotta al “revisionismo”.
AGGREDITO IL DIRETTORE DI
TerraSantaLibera.org
Dopo i recenti attacchi a vari siti web ( tra cui il nostro e vari altri annoverabili tra la stampa veramente libera, che informa su notizie altrimenti introvabili sui media sostenuti da sovvenzioni goverantive, alias tasse pagate dai cittadini) da parte di una certa lobby totalitaria, la quale vorrebbe zittire quelle voci fuori dal coro che potrebbero disturbare la propaganda di guerra del Grande Fratello (o fratello maggiore?), dobbiamo ora registrare nuovi inquietanti avvenimenti.
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Disinformazione
30 luglio 2010
Quando la disinformazione non è libertà di stampa ma diffamazione
RISPOSTA DELL’AVVOCATO BORRE’
DELL'ASSOCIAZIONE 21 e 33 PER ARIANNA EDITRICE
A RADIO CITTA’ APERTA
di Lorenzo Borrè
Spettabile Redazione,
letto il comunicato con cui avete dato notizia delle motivazioni che vi hanno “costretto” a rimuovere l'articolo del sig. Valerio Evangelisti, in nome e per conto della Arianna Editrice e in qualità di difensore della stessa, Vi richiedo la pubblicazione della seguente richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 8 L. 8.2.1948, n. 47.
Distinti saluti
“In primo luogo dobbiamo far rilevare che l'esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge non può essere rappresentato, soprattutto nel caso di specie, come una minaccia, né il ricorso all'Autorità Giudiziaria può rientrare nel novero delle "ritorsioni non meglio definite".
Leggi tutto
(con il communicato di Radio Città aperta:
http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4708&Itemid=9
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Disinformazione
27 luglio 2010
Hollywood director says new film aims to put Adolf Hitler, who he has called an 'easy scapegoat' in the past, in his due historical context.
OLIVER STONE: JEWISH CONTROL OF THE MEDIA
IS PREVENTING FREE HOLOCAUST DEBATE
OUTSPOKEN
Jewish control of the media is preventing an open discussion of the Holocaust, prominent Hollywood director Oliver Stone told the Sunday Times, adding that the U.S. Jewish lobby was controlling Washington's foreign policy for years.
In the Sunday interview, Stone reportedly said U.S. public opinion was focused on the Holocaust as a result of the "Jewish domination of the media," adding that an upcoming film of him aims to put Adolf Hitler and Soviet dictator Joseph Stalin "in context."
"There's a major lobby in the United States," Stone said, adding that "they are hard workers. They stay on top of every comment, the most powerful lobby in Washington." Leggi tutto
Fonte: Haaretz.com, 26 luglio 2010 http://www.haaretz.com/jewish-world/oliver-stone-jewish-control-of-the-media-is-preventing-free-holocaust-debate-1.304108 |
19 luglio 2010
NOTIZIE DALL' "ISTITUTO ENRICO MATTEI
IN VICINO E MEDIO ORIENTE"
IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE RICONOSCE
I CORSI DELLO I.E.M.A.S.V.O.
Con decreto del 13 luglio 2007 il Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione generale per il personale scolastico, ha riconosciuto tutti i corsi di aggiornamento professionale proposti dall'Istituto Enrico Mattei di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente: particolarmente significativi per la storia dell'Istituto - impegnato fin dalla sua fondazione per lo sviluppo di una cultura di dialogo e di cooperazione con i paesi del Medio Oriente - il riconoscimento del "Master Enrico Mattei in Medio Oriente" e quello dei due Corsi di lingua araba (di I livello e "Leggere e Parlare l'arabo"): senza retoriche terzomondiste o da immigrazione "facile", la conoscenza dell'Arabo è oggi sempre più importante nella formazione culturale dei docenti e dei cittadini, a causa dei mutamenti profondi negli ultimi due decenni, degli scenari italiano e internazionale, in particolare mediterraneo-mediorientale.
Gli altri corsi approvati sono anch'essi di interesse: un Corso di Storia dell'Africa (dalla fase antica all'età contemporanea), e un altro su "La vicenda Mattei nella storia delle relazioni tra Italia e Medio Oriente": un modo di studiare quella politica euromediterranea dell'Italia che ha, con alterne vicende, caratterizzato la storia del nostro paese dalla fondazione della Repubblica ad oggi e della quale assieme e dopo Enrico Mattei, furono protagonisti personalità come Giovanni Gronchi, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Bettino Craxi e Giulio Andreotti (CM).
Informazioni più precise nei prossimi giorni
iemasvo@tiscali.it |
Reati d'opinione - Mondo
17 giugno 2010
Leggiamo e pubblichiamo
MAROCCO: LIBERTA DI STAMPA E SCARCERAZIONE DI UN BLOGGER

A due mesi dalla sua liberazione, il giovane blogger marocchino Bashir Hazzam, arrestato ingiustamente nei primi giorni del dicembre scorso a Tarhjicht, un piccolo paese a sud del Marocco, rilascia un’intervista toccante a Globalvoiceson-line, dove spiega la sua situazione attuale, e quella della libertà di stampa in Marocco
A motivo dell’imprigionamento c’erano una dichiarazione e un video da lui diffusi tramite il suo blog, in testimonianza dei fatti avvenuti nella sua città durante una manifestazione di studenti, duramente sedata dalle autorità.
Nel suo post il blogger, oltre il video che documenta i fatti, aveva pubblicato la nota di un comitato, costituitosi per richiedere la liberazione immediata degli studenti... Leggi tutto
Fonte: mondo arabo.it |
Disinformazione
10 giugno 2010
In un intervento del magistrato Agnoli per Identità Europea, i crimini israeliani e l'indecente "pompaggio pubblicitario" di Rai News 24 di Corradino Mineo a favore di Fiamma Nirenstein e soci. Israele all'assalto perenne del diritto internazionale. La lobby trasversale, protetta dai vertici dei due schieramenti, all'assalto delle libertà costituzionali
DAL MARE DI GAZA
UNA LEZIONE PER L'EUROPA
di Francesco Mario Agnoli
magistrato
Mi è stato chiesto di collaborare con uno scritto alla prima e inaugurale uscita del rinnovato “sito” di Identità Europea, in particolare commentando il sanguinoso attacco dell'esercito e della marina israeliana alla “Freedom Flotilla”, il piccolo gruppo di sei navi, battenti in maggioranza bandiera turca, ma noleggiate da organizzazioni pacifiste internazionali con l'intento di portare soccorsi umanitari (soprattutto medicinali e sanitari al milione e cinquecentomila palestinesi tenuti rinchiusi da Israele nella prigione a cielo aperto di Gaza).
Chi mi ha rivolto l'invio è perfettamente consapevole delle difficoltà che incontra chiunque si occupa di simili argomenti senza adeguarsi ai canoni della politically correctness e che in questo modo il sito entra nel numero di quelli “particolarmente nocivi” presi di mira dalla lobby guidata dalla parlamentare Fiamma Nirenstein, tutti, quindi, e rischio di essere al più presto silenziati.
Del resto è proprio dall'on. Nirenstein che intendo prendere le mosse e dall'operazione da mesi iniziata, soprattutto a livello parlamentare e nelle stanze del potere, dalla lobby di cui è, a livello politico e mediatico, la maggiore esponente, per ottenere, all'insegna della lotta all'antisemitismo, una legge che autorizzi la Polizia Postale a ridurre al silenzio, oscurandoli, i siti internet sgraditi al governo sionista e ai suoi partigiani italiani. In particolare questi ultimi non si davano pace per non essere ancora riusciti ad ottenere l'abrogazione dell'art. 21 della Costituzione - leggi tutto
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29 maggio 2010
Una denuncia dell'avv. John Philpot, avvocato difensore al Tribunale di Arusha
UN CASO SYLVIA STOLZ IN AFRICA,
PROTAGONISTA IL REGIME TUTSI-RUANDESE
DI PAUL KAGAME. SULLO SFONDO UNO DEGLI OBBROBRI DEL NUOVO "DIRITTO INTERNAZIONALE" POSBIPOLARE:
IL TPI AD HOC PER IL RUANDA, PRESIEDUTO DAL GIUDICE MOSE, FINANZIATO DA PRIVATI (FRA CUI SOROS), IMPUTATI SOLO E UNICAMENTE I LEADERS HUTU
di Claudio Moffa
Prima o poi “doveva” accadere: un avvocato della difesa del Tribunale penale internazionale per il Ruanda – informa John Philpot, avvocato canadese che fu fra i primi giuristi internazionalisti a denunciare gli abusi del TPIR - è stato arrestato il 28 maggio scorso nella capitale ruandese, con l'accusa di “negazione del genocidio”. Si tratta di Peter Erlinder, Professore di Diritto al William Mitchell College of Law (USA), e difensore della candidata alle prossime elezioni presidenziali ruandesi Victoire Ingabire Umuhoza, avversaria dunque dell'attuale presidente Paul Kagame, il leader tutsi vincitore della guerra civile del 1994.
Perché “doveva” accadere? Per tre motivi, primo perché il crimine di negazione del genocidio è contenuto nientemeno nella Costituzione varata dal regime di Kagame dopo la vittoria sui nemici Hutu, la stragrande maggioranza della popolazione ruandese (85% del totale) costretta alla fuga in massa (più di due milioni di profughi nei campi di accoglienza dell'allora Zaire e della Tanzania) di fronte all'avanzata vittoriosa dei “genocidiati”. Peggio dunque che nella Francia della legge Gayssot, o della Germania, il reato di negazione di un evento storico o della Germania, il reato di negazione di un evento storico (come tale discutibile in punto di diritto da chicchessia) è contenuto nella Carta fondamentale dei principi del nuovo stato posbipolare ruandese: qualcosa che non sembra lasciare spazio – semmai ci fosse la volontà, cosa di cui si può dubitare – a una elusione di fatto della legge da parte della Corte davanti a cui sarà trascinato l'avvocato Erlinder.
Secondo, perché anche se Kagame appare per ora saldamente in sella ... Vai al sito www. claudiomoffa.it |
Commenti alle leggi
29 maggio 2010
RIVENDICHIAMO I DIRITTI COSTITUZIONALI
DI CITTADINI E DI INSEGNANTI
di Forum Insegnanti
22 maggio 2010
Respingiamo con forza l'attacco alla libertà di espressione contenuto nella circolare intimidatoria (o sul nostro sito) dell'USR dell'Emilia e nella risposta gravemente insulsa della Gelmini.
Sarà un caso che il primo serio tentativo di attacco aperto alla libertà di pensiero degli insegnanti provenga dall'Emilia? E' una combinazione dovuta alla presenza di un dirigente dell'USR troppo zelante? Non lo sapremo, ma poco importa la dietrologia, stiamo ai fatti. Con una circolare ai dirigenti scolastici il dottor Limina (che oggi per questo ha il suo momento di celebrità) ha messo in chiaro, senza peli sulla lingua, che gli insegnanti (e qualche preside dalla testa calda è avvisato anche lui, implicitamente) non possono esprimere liberamente ciò che pensano dell'amministrazione scolastica che sta distruggendo la scuola pubblica. Si guardino dal farlo e non dimentichino che loro sono solo dei servi e come tali devono ubbidire al proprio superiore, altrimenti saranno sanzionati! ... Leggi tutto
Argomento: Informazioni utili ai docenti
IL COMMENTO
di
Lorenzo Borrè
La circolare dell’USR dell’Emilia Romagna porta finalmente all’attenzione dell’intero Corpo Docente italiano un fenomeno che l’Associazione 21e33 denuncia da tempo e cioè la pericolosità di un processo politico culturale in atto, che mira alla reinterpretazione dei diritti fondamentali della persona in relazione agli effetti che il loro esercizio produce sui terzi (meglio: in relazione ai fastidi che essi arrecano ai “valori di posizione” sposati dai detentori del Potere), processo che porterà inevitabilmente, se non arrestato, ad un sistema fondato sullo svuotamento di qualsiasi diritto sotteso alla partecipazione del cittadino alla vita politica e allo sviluppo culturale della comunità nazionale.
E’ peraltro da rimarcare che la circolare dell’USR dell’Emilia Romagna si fonda esplicitamente su una norma regolamentare,- l’art. 11 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri de 28.11.2000 (Governo Amato) – che è stata promulgata dieci anni fa senza provocare particolari scandali, nonostante il suo chiaro contenuto precettivo.
Ne è auspicabile l’immediata abrogazione; in nome della libertà e non per lotte di parte.
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Disinformazione
19 maggio 2010
DEPISTAGGI - ARIECCOLO D'ALIA: UNA NOTIZIA VECCHIA DI UN ANNO E PASSA, PER AIZZARE LA RETE CONTRO UN OBBIETTIVO POLITICO SBAGLIATO: INDOVINATE CHI ...
di Claudio Moffa
Due blitz-email in un paio di settimane, l'ultimo appena ieri: stesso messaggio, stessa bufala: non contano i mittenti – chiunque può prendere un abbaglio, a sinistra e a destra – conta il cosa e il perché. Il messaggio è un grido di allarme agli internettari: attenti! l'alleanza trasversale governo-UDC ci sta imbavagliando. In realtà è una balla: la notizia – un emendamento proposto dall'UDC D'Alia a un progetto di legge del centrodestra – è vecchia di più di un anno; e quell'emendamento, che avrebbe voluto illegalmente delegare al Ministro dell'interno – cioè all'Esecutivo – prerogative censorie antiweb semmai di competenza della Magistratura, venne cassato a un successivo esame parlamentare, cosicché al ministro Maroni è rimasto, secondo Costituzione, solo il diritto-dovere di allertare l'Autorità giudiziaria ed eventualmente eseguire su mandato della stessa il possibile oscuramento del sito indicato “fuorilegge”.
Allora ragioniamo sul perché di questo errore, su quanto sia evidente e su chi lo alimenta facendo leva sulle ingenuità altrui: il perché è presto detto, l'abbaglio in questione è una delle tante gocce del fiume antiberlusconiano che pretende di imputare al governo di centrodestra tutte le colpe del mondo. Dentro questa ragione generale è poi ipotizzabile il perché ora e non due mesi fa o fra tre mesi: la questione “antisemitismo” è di nuovo alla ribalta ... Leggi tutto
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8 maggio 2010
CASAPOUND HA MANIFESTATO IN SANTA PACE, IL NOSTRO APPELLO DEL 1 MAGGIO SCORSO E' ANDATO DUNQUE IN PORTO. ECCO UN NUOVO APPELLO: PROMUOVIAMO UNA CAUSA CONTRO GLI ARBITRII DI FACE-BOOK.
LEGGETE LA VICENDA NELL'ARTICOLO.
di Claudio Moffa
7 maggio a Roma: dunque Casapound – nonostante le minacce dei fascisti dell'antifascismo e il conseguente iniziale divieto del Questore - ha potuto svolgere la propria manifestazione a Piazza della Repubblica a Roma. Non contano le cifre (che peraltro recitano fino a circa 3000 presenze), conta il fatto che per la prima volta da anni, c'è una inversione di tendenza dopo una presa di posizione censoria dell'Autorità di polizia. Viene punito nei fatti non chi viene minacciato di violenza, ma chi ha minacciato violenza. Scornati. Il nostro appello come Associazione 21 e 33 ha avuto dunque successo.
Beninteso, non pretendiamo assolutamente di essere noi i protagonisti di questa vittoria di tutti – della Costituzione e del buon senso – perché la vera svolta è stata la saggia decisione degli stessi promotori della dimostrazione di mantenere fermo il loro appuntamento e la conseguente trattativa col ministro degli interni: ma resta un fatto che dopo che ci siamo rivolti esplicitamente ai dirigenti e agli intellettuali della organizzazioni di sinistra, qualcosa è successo: non certo le organizzazioni politiche – abbarbicate tragicomicamente ai miti del passato, essenzialmente perché utile ghetto dei Poteri forti che vogliono seminar zizzania fra giovani di sinistra e di destra– ma alcuni giornalisti sì, Sansonetti e Armeni in testa: bisogna rispettare il diritto di manifestare di tutti, hanno ribadito. ... Leggi tutto
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3 maggio 2010
IL FANTASMA DELL'ORDINE PUBBLICO
di Lorenzo Borré *
Cgil Cisl e Uil quest'anno hanno celebrato la festa del lavoro a Rosarno. Il luogo è stato scelto per la valenza simbolica che la cittadina ha assunto dopo gli episodi del gennaio 2010, allorquando si scatenò una vera e propria caccia all'”uomo nero”, che ebbe per risposta la sollevazione della manodopera schiavizzata dei sans papier dell' Americhedda calabrese, cui seguì un vero e proprio caos: nei primi due giorni di scontri si contarono, ufficialmente, 53 persone ferite (18 poliziotti, 14 rosarnesi e 21 immigrati, otto dei quali ricoverati in ospedale). Nei giorni appresso ci fu una girandola di agguati, spedizioni punitive e gambizzazioni ai danni degli immigrati; raid incendiari colpirono le automobili degli extracomunitari e distrussero un capannone dormitorio.
Bene: immaginate; cosa sarebbe successo se la Questura, adducendo motivi d'ordine pubblico, avesse vietato ai sindacati della Triplice di manifestare a Rosarno il 1° Maggio: l'indignazione della stampa, degli intellettuali e dei politici sarebbe stata (giustamente) così forte da far crollare se non le mura, le cadreghe del Viminale e di tutte le questure d'Italia.
Nessuna obiezione ha invece sollevato il provvedimento con cui il Questore di Roma ha vietato che qualche migliaio di ragazzi del Blocco Studentesco sfilasse in corteo per le strade di Roma il 7 maggio.
Stando alle notizie di cronaca, il divieto è stato motivato con ragioni di ordine pubblico e cioè con il pericolo che si verificassero cruenti scontri, provocati da quelle frange radicali che negano qualsiasi diritto di agibilità politica agli studenti del Blocco.
Costituzione italiana alla mano, il Questore di Roma dovrebbe aver vietato il corteo “per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”, e cioè in base alla documentata certezza che il corteo sarebbe stato sicuramente attaccato. Bene, anzi male: come riconosciuto dalla Corte Europea dei Diritti Umani con la sentenza n. 1543/6 del 3.5.2007, il diritto alla libertà di riunione e associazione implica obblighi positivi a carico dello Stato ... Leggi tutto
(*) Avvocato, segretario del Consiglio Direttivo dell' Associazione 21 e33
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Reati d'opinione Italia
1 maggio 2010
COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE 21 e 33
LA POLIZIA DIFENDA IL DIRITTO
DI MANIFESTARE DEI CIRCOLI CASA POUND
Lo abbiamo sempre detto. Lo abbiamo ribadito nel corso del dibattito su “La polizia del pensiero” svoltosi il 21 aprile scorso a Roma: costituisce una violazione palese della Costituzione repubblicana voler impedire lo svolgimento di una manifestazione di gruppi o associazioni di idee contrarie alle proprie; costituisce un'aberrante concezione della difesa dell'Ordine pubblico da parte dell'Autorità di Polizia, vietare una manifestazione pacifica sol perché gruppi estremisti – espressione di quello che l'intellettuale di sinistra belga Jean Bricmont ha definito una volta il “fascismo dell'antifascismo” – minacciano di ricorrere alla violenza contro chi vuole manifestare in piazza le proprie opinioni. La polizia non deve intervenire per impedire la manifestazione, ma al contrario per garantirne lo svolgimento pacifico.
Facciamo perciò appello al Ministro dell'Interno perché garantisca ai circoli Casapound che hanno organizzato una manifestazione a Roma per il 7 maggio, di poter esercitare i loro diritti secondo Costituzione; facciamo altresì appello ai partiti e movimenti di sinistra – anche quelli della sinistra radicale – perché prendano posizione su questo specifico episodio in difesa della libertà di manifestazione per tutti, così da evitare una prassi liberticida che ha colpito negli ultimi anni tutte le parti politiche: vedi la proibizione aprioristica di manifestazioni dei Centri Sociali; l'aggressione di elementi di estrema destra a un gruppo musicale di sinistra (in particolare filo palestinese) durante un Concerto a Villa Ada a Roma; o il divieto da parte della Questura di Fermo di un convegno sulle foibe promosso da giovani di sinistra.
L'Associazione 21 e 33 |
23 aprile 2010
IL CONVEGNO DEL 21 APRILE SU YOU TUBE
ECCO GLI INTERVENTI DEL DIBATTITO SU
"LA REPRESSIONE DEL PENSIERO:
L'ITALIA E' UN'ANOMALIA
NELL'EUROPA DELLE LEGGI-BAVAGLIO?"
Successo del convegno del 21 aprile 2010: saletta piena con molta gente in piedi, un dibattito ampio fra giuristi, intellettuali, giornalisti. Presto il video on line, con gli interventi del consigliere Gianzi - che ha portato la piena solidarietà e il saluto del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma - del giudice Lupacchini, di Ugo Gaudenzi, Maurizio Blondet,Vittorio A. Marinelli, Renato Pallavidini, Lorenzo Borré, Serge Thion e Claudio Moffa che ha tirato le conclusioni
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Blondet 1 |

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Moffa-Blondet |

Dal Cortivo |

Borré |

Gaudenzi |

Marinelli 1 |
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Vitali |

Thion |

Moffa |
clicca sulle foto
per aprire i video |
Ringraziamo sentitamente Eugenio Odorifero per la collaborazione
e per la rapidità del caricamento on line del convegno
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22 aprile 2010
La rete ... tutti la sappiamo usare a quanto pare, ma bisogna conoscerne bene i meccanismi di base. Senza di che non è possibile farne un pieno strumento di vera libertà di espressione, al di fuori dei condizionamenti sia di governi illiberali (il che non vuol dire privi di un codice penale da rispettare) sia dei gestori privati di servers, providers, piattaforme
IL MONDO DI INTERNET ALLO SCANNER:
INTERVISTA A LORENZO SALVADORI AMADEI
SULLE "LEGGI" DELLA RETE
di Antonella Ricciardi **
Lorenzo Salvadori Amadei, esperto qualificato in Informatica, fornisce una preziosa testimonianza sulle condizioni attuali del mondo di Internet, che per molti aspetti rimane bifronte: da una parte infatti la rete web è naturalmente un fantastico, oltre che futuribile, strumento di libertà e conoscenza, che non a caso diversi poteri autoritari cercano di censurare in maniera illiberale, dall'altra è proprio su Internet che il peso di determinati reati si è aggravato: basti pensare ai siti dei pedofili, sulla compravendita di innocenti, alle diffamazioni e calunnie, spesso ingiustamente sottovalutate, difficili da cancellare e da perseguire: violenze psicologiche ... Leggi tutto
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25 marzo 2010
Rese note le motivazioni della sentenza Pallavidini, che ha stabilito con correttezza ineccepibile i confini e i poteri di due funzioni centrali della Repubblica, quelle del giudice e del docente. Il docente si assentò dalla cerimonia della “memoria” – che quest'anno nella sua nuova scuola si è svolta di pomeriggio – e ha vinto la causa contro l'USR piemontese che lo aveva ingiustamente sanzionato.
NOVITA' A TORINO: IL GIUDICE NON PUO' SOSTITUIRSI ALLO STORICO, IL DOCENTE PUO' ESPRIMERSI CRITICAMENTE SU ISRAELE E OLOCAUSTO IN AULA, SENZA PARTECIPARE ALLA CERIMONIA DEL 27 GENNAIO
di Claudio Moffa
Si può. Si può in classe. Si può nell'orario di lavoro come docenti. Si può criticare la politica dello Stato di Israele, la sua natura di Stato coloniale, il suo uso strumentale del cosiddetto Olocausto a fini di oppressione del popolo palestinese. Si può dire la verità sui movimenti di liberazione nazionale del Vicino e Medio Oriente, tali perché radicati nel popolo ed espressione di un paese occupato o aggredito militarmente da forze straniere, dunque “esercito partigiano di popolo”, nulla a che vedere col terrorismo transnazionale e stragista di Al Qaeda. Si può anche non partecipare alla Giornata della memoria, perché tutti questi comportamenti sono protetti - come è corretto che sia - non solo dagli articoli 21 e 33 della Costituzione, ma anche dalla normativa vigente, in particolare il decreto legislativo 297/1994... Leggi tutto
Dalla sentenza:
“ Il ricorrente ha riconosciuto al riguardo di aver avuto, nella classe I E il giorno 26 gennaio 2007, una discussione con alcuni studenti scaturita da una richiesta di un'alunna in ordine al motivo per cui egli non celebrasse il giorno della memoria: di aver detto che “ a mio insindacabile giudizio, era celebrativa e strumentale: serviva ormai solo a creare nell'opinione pubblica un clima sempre più favorevole alla politica israeliana, aggressiva e militarista nei confronti del popolo palestinese e dei paesi arabi confinanti ” (doc. 4 ricorrente); di aver quindi detto, a seguito dell'affermazione di un altro studente secondo cui Hezbollah era un gruppo terroristico e che l'Iran voleva la distruzione di Israele, che “ Hezbollah era un esercito partigiano di popolo e che il presidente iraniano non vuole la distruzione di Israele e che questa è tutta propaganda occidentale, la sua analisi dei rischi di dissoluzione dello stato di Israele è tutta diversa da quanto propongono i media. Dissi che era un presidente democraticamente eletto ed era un punto di riferimento della lotta antimperialista internazionale come il presidente Chavez”. |
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Reati d'opinione Stati Uniti, Canada e Europa
1 marzo 2010
INCARCERATO NEGLI STATI UNITI E IN CANADA (DUE ANNI SENZA GIUDIZIO NI CONDANNA)
POI IN GERMANIA (CINQUE ANNI),
ZUNDEL ESCE DAL CARCERE DI MANNHEIM
[...]Cittadino tedesco immigrato in Canada in 1959, poi neglî Stati Uniti dove sposò una cittadina statunitense in 2000, Zundel fu arrestato negli Stati Uniti in febbraio 2003, fu deportato in Canada in marzo 2003, dove fu mantenuto in detenzione senza processo 2 anni. Deportato di nuovo in Germania il 1 marzo 2005, fu incarcerato a Mannheim, dove si tenne finalmente il processo in dicembre 20006-febbraio 2007. La condamna finale a 5 anni di reclusione tenne conto degli anni di carcere in Germania (dimenticando i due anni in Canada senza giudizio, perchè illegali?) prima della condanna: dunque partendo dal 1 marzo 2005, Zündel venne liberato il 1 marzo 2010 alle 8 :15, senza condono di un minuto di pena. L'accusa? Revisionismo della seconda guerra mondiale, reato in Germania (conosciuto come "incitamento del popolo"), ma legale sia in Canada che negli Stati Uniti).
Vedi il video del 1 marzo 2010
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Reati d'opinione - Europa
22 febbraio 2010
LA RÉPRESSION DU SIMPLE DOUTE
di Robert Faurisson
[...] Il faut savoir qu’en France la loi interdit la contestation de l’existence des crimes nazis contre les juifs « même si [cette contestation] est présentée sous une forme déguisée ou dubitative ou par voie d’insinuation » (Code pénal, 2006, p. 2059).
Mais, me direz-vous peut-être : qui donc va décider si vous paraissez contester ? La réponse est qu’à Paris, ce sera le tribunal de la XVIIe chambre correctionnelle, c’est-à-dire, dans la pratique, une formation de trois juges triés sur le volet ; il suffit que deux de ces juges, qui se croient capables de sonder les cœurs et les reins, estiment que vous paraissez contester pour que vous vous retrouviez condamné. Leggi tutto.
Fonte: dal blog http://robertfaurisson.blogspot.com/2010/02/repression-du-simple-doute.html
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15 febbraio 2009
LE MANI DI PACIFICI SULLE ISTITUZIONI
DELLA REPUBBLICA. LA DEPOSIZIONE
IN DIFESA DI MASSIMO FRANCHI
Il giornalista Franchi vince il primo round del processo chiesto da Claudio Moffa per il linciaggio del maggio 2007. Il giudice Iulia lo assolve, le motivazioni entro 60 giorni. “ Siamo stupiti per la sentenza veramente inaspettata. Lo stesso pubblico ministero aveva concluso con una articolata e argomentata requisitoria chiedendo due mesi di reclusione per il giornalista de L'Unità. Quando saranno pubblicate le motivazioni faremo ricorso” ato di Moffa. Sul processo tutto il peso di Pacifici, il maitre-à-penser delle cinquine e delle pistole secondo il Corriere della Sera di Paolo Mieli. Il Presidente della Comunità ebraica romana si è presentato davanti al giudice col capitolo di prova di “promotore” dell'aggressione squadrista di Teramo, ma durante la deposizione – non contestata e iniziata con uno sprezzante “chi è l'imputato?” - ha negato di esserlo. Una stranezza fra le tante di una giustizia a fasi alterne. Ecco le perle della testimonianza di Pacifici: dal monitoraggio prediletto del sito di Moffa alle sue fonti dentro il corpo della Polizia di Stato, dai colloqui con i docenti teramani alla “conoscenza” del boicottaggio del Convegno del 20 giugno con gli avvocati Delcroix (Faurisson) e Bock (Sylvia Stolz).
La deposizione di Riccardo Pacifici
Cinquine e pistole: Riccardo Pacifici al Corriere della Sera |
14 febbraio 2009
IL "CASO CARACCIOLO" FINISCE IN UN FLOP. UNA SCONFITTA DELL'ESTREMISMO OLOCAUSTICO, ENTRO I LIMITI DELLA CORNICE OGGETTIVA DEI FATTI CONTESTATI E ACCERTATI. VINCE LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE, NON DI RICERCA
E INSEGNAMENTO. E IL RISCHIO
E' FAR FINTA DI NON CAPIRLO
Come prevedibile, il caso Caracciolo, l'aggressione mediatica da parte della solita "Repubblica" e sue infiltrazioni nei mass media italiani, è finito nel nulla. Il Consiglio Universitario Nazionale - l'organo supremo dell'autonomia didattica dei docenti universitari - già incaricato dal rettore Luigi Frati di dirimere il caso sulla base dell'istruttoria affidata all'ex Preside della Facoltà di Scienze Politiche (la stessa di Caracciolo) Fulco Lanchester - ha deciso infatti che non sussistono prove delle accuse del sinedrio mediatico contro il ricercatore di Filosofia de La Sapienza. “Abbiamo concluso il nostro lavoro il 26 gennaio scorso”, ci dice il prof. Enzo Siviero, Presidente della Giunta del Collegio di Disciplina del CUN incaricata di giudicare il caso ... Leggi tutto |
Disinformazione
29 gennaio 2009
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LE BASTONATE CINESI A GOOGLE FANNO EMERGERE LA FALSA IDEOLOGIA "LIBERALE"
E IL FALSO AUTOMATISMO
DEL MOTORE DI RICERCA DI PAGE&BRIN.
ANCHE GOOGLE CENSURA, DICE FORBES.COM, CHE RICORDA I "NEGAZIONISTI" DI AAARGH
di Claudio Moffa
Forbes ha ragione, ma compie un errore non secondario sostenendo che Google censurerebbe solo "su richiesta dei governi". In realtà non è così, la censura Google è più articolata e sottile, e anche e soprattutto autonoma:
1) Page & Brin possono accettare, se effettivamente esistono, le richieste dei governi che si confanno o non si oppongono alla loro ideologia estremista ebraica: sì alla censura del revisionismo olocaustico in Francia e di quello in Turchia sul massone antimusulmano Kemal Ataturk fondatore della Turchia laica e prosionista oggi in crisi; no alla censura del Dalai Lama - grande amico del sionismo, che ha sempre sostenuto le balcanizzazioni degli Stati multinazionali - in Cina;
2) richieste o non richieste, Google censura e discrimina comunque anche di propria esclusiva iniziativa - violando la sovranità degli Stati in cui si infiltra o è ospitato - quei siti e persone che non rispettano i suoi "gusti" di grande Sacerdote del Tempio Internet.
3) Torna dunque solo in parte l'analisi di Tarpley postata su Comedonchisciotte di ieri .... Leggi tutto
Leggi anche sul 21e33 gli articoli di Global news (in pdf leggi tutto) e della rivista americana Forbes, "Where Google still censors sul sito" (http://www.forbes.com/forbes/2010/0208/outfront-technology-china-where-google-stcensors.html o qui in pdf) |
Disinformazione
18 gennaio 2009
GOOGLE E LA CINA: CHI CONTRO CHI?
La favola del motore di ricerca “buono” che lotta per la libertà in Cina,
ma reprime il dissenso in rete veicolando una ideologia precisa:
quella del suo staff e dei suo fondatori, Sergej Brin e Larry Page
di Claudio Moffa
L'Impero del male contro una verginella liberal preoccupata per le sorti del libero pensiero nel mondo. Così è stato presentato lo scontro su Internet fra la Cina e Google di cui alle cronache di questi giorni: da una parte il cattivo regime di Pechino che dopo vent'anni continua sulla strada della repressione di Tien an Men, e dall'altra il buon Google, il colosso dei motori di ricerca sceso in campo per difendere i diritti di libera espressione e comunicazione dei suoi utenti cinesi, spiati e vessati da investigatori governativi. Ma è proprio così? E soprattutto cosa può insegnare in Europa e in Italia il conflitto fra Pechino e i patrons del più grande motore di ricerca, Larry Page e Sergey Brin, visto che si è parlato di trattative per risolvere il contenzioso?
Prima questione, chi reprime e spia chi ... Leggi tutto |
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15 dicembre 2009
DOPO L'AGGRESSIONE A BERLUSCONI
IL "POPOLO DI INTERNET" E LE SUE LIBERTA'
E' L'ORA DELL'AUTOCOSCIENZA
E DELLA TRASPARENZA
di Claudio Moffa
Prevedibile l'attentato di Milano, dopo il clima di “odio preventivo” alimentato dal partito trasversale “golpista” contro il governo e il Presidente del Consiglio. Prevedibile la reazione del ministro Maroni (...)
(...) La deriva che si è sviluppata su questo specifico terreno dell'anonimato in internet è molto pericolosa: le minacce di morte contro Berlusconi sono circolate a migliaia proprio grazie a questo meccanismo terroristico. Ma la domanda è questa: se anziché di “migliaia” di persone, si trattasse di gruppi molto più piccoli e agguerriti che utilizzano più nicknames per diventare virtuale “maggioranza” su internet, e dunque così facendo creare progressivamente una effettiva maggioranza nelle piazze? Questo è il punto, questo è l'aspetto assolutamente negativo di uno strumento - internet – che resta un formidabile strumento di libertà e di liberazione per tutti i cittadini (...) - Leggi tutto
Vai alla legge 85/2006 |
Reati d'opinione - Europa
10 dicembre 2009
Una conferenza di Irving di nuovo proibita ...
PIDEN QUE SE EVITE UNA CONFERENCIA DE DAVID IRVING, CONDENADO POR NEGAR EL HOLOCAUSTO
SOS Racismo Granada ha instado a las administraciones a impedir la conferencia que el historiador británico David Irving, negacionista del Holocausto, tiene previsto impartir mañana en la capital granadina junto al propietario de la Librería Europa, Pedro Varela.
Diversas páginas 'web neonazis' han convocado esta conferencia privada, que se celebrará a las 19,30 horas de mañana en el Hotel Ana María de la capital, según ha informado SOS Racismo, que criticó hoy la permisividad que existe con estos "grupos que propagan el odio y la negación de una catástrofe histórica escondidos bajo una pátina cultural"...Leggi tutto. |
Reati d'opinione - Italia
3 dicembre 2009
Un reprint del 2005. Quando il “filosemitismo” fa dare i numeri ...
CIPULLI DIXIT:NIENTE ESAMI
E CONCORSI DI SABATO.
MA IL MIUR LA SMENTISCE
La storia incredibile di Anna Pina Cipulli, funzionaria dell'Ateneo di Teramo arrogante e ignorante (leggere per verificare), contrastata da Moffa, smentita dal MIUR e rimossa ...
... (Sul sabato ebraico nei concorsi) “la ratio generale dell'articolo di legge è chiarissima: la prescrittività si perfeziona solo in caso di "richiesta" dei candidati. Altrimenti l'assurdo sarebbe che nessuno in Italia fa più concorsi, per adesso di sabato (e questo, visto che la pregiudiziale della "richiesta" degli interessati non servirebbe più, indipendentemente dal fatto se fra i candidati ci siano o no ebrei), e fra qualche anno nemmeno di venerdì, e poi magari neanche di giovedì (se dopo ebrei e musulmani si facessero avanti nel nostro paese altre minoranze il cui riposo settimanale cadesse in questo altro giorno) e via impazzendo ...": leggi tutto con i documenti:
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Reati d'opinione - Europa
30 novembre 2009
In Polonia arriva la polizia del pensiero. Proibita la glorificazione
del comunismo e quelle del fascismo e del “totalitarismo”
IL COMUNISTA GRIDA AL FASCISMO, L'ANTICOMUNISTA BRINDA E CHIEDE IL BIS.
MA ENTRAMBI SBAGLIANO.
ECCO PERCHE'
di Claudio Moffa
Che il ministro polacco Elzbieta Radziszewska sia un'ebrea o comunque, secondo cognomistica razziale (razzista?) coltivata e rimarcata dai siti pro-sionisti europei, di origine ebraica, è questione secondaria. Certo questo dato, occultato dai grandi mezzi di informazione, può far ipotizzare un calcolo preciso, un machiavellico do ut des – a ciascuno la sua polizia del pensiero, i suoi reati di opinione, i suoi perseguitati – in una fase storica in cui il dogma dell'Olocausto si sta incrinando un po' ovunque. Come dire: leggi tutto
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Reati d'opinione - Europa
23 novembre 2009
JUSTICE :
LES CENSEURS PARFOIS CENSURÉS…
di Mariette Paschoud
27 octobre, la XVIIe chambre du Tribunal de Grande Instance (TGI) de Paris a condamné Dieudonné M’Bala M’Bala, humoriste, à dix mille euros d’amende et à d’énormes frais au profit des habituelles associations émules de Big Brother – le montant total avoisine la somme de trente mille euros – pour des propos tenus le 26 décembre 2008 au Zénith de Paris, à l’occasion de la remise au professeur Robert Faurisson du prix de l’infréquentabilité.... Leggi tutto
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Reati d'opinione - Europa
18 novembre 2009
UN ÉLÈVE D'ORIGINE TURQUE NÉGATIONNISTE DU GÉNOCIDE ARMÉNIEN SANCTIONNÉ À NANCY
di Krikor Amirzayan/armenews
Il évoquait « le prétendu génocide »
L'affaire fait les unes de la presse turque telle que Today's Zaman et Hürriyet. Le jeune Mustafa Dogan, élève d'origine turque de 3e au Lycée Jacques Marquette de Nancy a été exclu pour deux jours de son établissement scolaire par mesure disciplinaire pour avoir nié le génocide arménien. .. Leggi tutto
Fonte: http://www.armenews.com/article.php3?id_article=56206
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Disinformazione
10 novembre 2009
PALLAVIDINI, DAL LINCIAGGIO DEL 2007
AL SILENZIO ASSORDANTE DEL 2009
di Claudio Moffa
...Un ricorso in appello da parte dell’Autorità amministrativa contro il prof. Pallavidini – “reo” di aver espresso una sua libera opinione, peraltro in risposta a una domanda di una sua studentessa – contrasterebbe infatti almeno due delle battaglie del centrodestra in questi ultimi anni, apparentemente contraddittorie e invece perfettamente coerenti: la prima è l’impegno a depenalizzare i reati di opinione, come nel caso della legge 85 del 2006 che ha ridimensionato la stessa legge Mancino; la seconda è quella contro gli “eccessi” dei mass media, mascherati da “libertà di stampa” e di “opinione” e che invece risultano essere quasi sempre diffamazioni a mezzo stampa .... ... leggi tutto
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E LA CHIAMANO "LIBERTA' DI STAMPA":
A sinistra La Repubblica del gennaio febbraio 2007: articoli su articoli per linciare il prof Pallavidini, A destra La Repubblica oggi. Pallavidini ha vinto la causa, ma il fatto non fa notizia: compare solo un articolo (che non viene fuori nella ricerca su Repubblica, neanche col nome dell'autore, vedi l'immagine qui), nella cronaca di Torino, con il testo inusitatamente a destra, sotto il titolo strano "link correlati" (che potrebbero essere anche esterni al sito di Repubblica) |
Clicca
sull'immagine |
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Agnoli, Ainis, Bellucci, Borzone, Carancini, Cardini, Cipollone, Copertino, Corrias Lucente, Finkelstein, Fragale, Iommi, Manno, Mellini, Menuhin, Moffa, Napolitano, Rampelli, Scotuzzi, Shamir, Sinagra, Strika, Zucco
LA POLIZIA
DEL PENSIERO
Ricerca storica, insegnamento,
libertà di opinione, internet:
le frontiere del nuovo totalitarismo
nell'Europa democratica
a cura di
Claudio Moffa
Questo libro raccoglie contributi di giuristi, storici e politologi, maturati e prodotti all'interno delle attività del Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente su una questione preliminare per ogni ricerca storica, politologica e più in generale per ogni produzione intellettuale: quella della libertà di opinione e di insegnamento. Una questione ormai all'ordine del giorno anche in Europa: lo dimostrano le persecuzioni subite ....
( indice )

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231 pp., 15 € a copia. Sconti per più copie. Distribuzione anche per posta e diretta.
Per informazioni tel. 377.1520283.
Per prenotare copie inviare email a iemasvo@tiscali.it . |
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Reati d'opinione - Italia
24 ottobre 2009
LA MUTA È SGUINZAGLIATA
di Serge Thion
La stampa italiana si è scatenata, a partire dal 22 ottobre scorso, contro un nuovo capro espiatorio: il professor Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto all’università di Roma “La Sapienza”. A fianco della sua attività di insegnante e traduttore...
Leggi tutto | con l'originale francese | |
Reati d'opinione - Italia e Europa
14 settembre 2009
IRVING E NON SOLO, FRA PASSI AVANTI E DIFFICOLTA'
di Claudio Moffa
Andiamo in ordine cronologico, cominciando dal caso dell’insegnante friulana balzata agli onori delle cronache il 4 novembre dello scorso anno per aver rifiutato – questa l’accusa – di partecipare a una messa e cerimonie connesse per la celebrazione della “vittoria”. Dieci mesi dopo la stessa insegnante è stata dimessa……
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Disinformazione - Italia
11 ottobre 2009
1. WIKIPEDIA HA AVUTO UN DOLOROSO RIGURGITO DI DEMOCRAZIA. ALLELUJA.
Fonte: Libero News, 10 ottobre 2009, http://www.libero-news.it/articles/view/580103
La più grande enciclopedia virtuale del mondo (3milioni di voci solo in inglese, più di 330 milioni d’utenti), si sa, vive da sempre sull’assioma del anyone can edit, su “chiunque può pubblicare”. Ma le voci delle sue pagine si stavano talmente modificando e taroccando, nel gossip e nell’immaginifico che il fondatore Jimmy- Jimbo- Wales ha fissato il paletto....
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2) I FANS SMASCHERANO GRILLO:
NON AGGIORNA LUI IL SUO SITO
di Antonio Sanfrancesco
Fonte: Libero News, 9 ottobre 2009, http://www.libero-news.it/pills/view/2222
A furia di mandare a “fanculo” tutti, alla fine il popolo della Rete ha mandato a “fanculo” lui. Sic transit gloria mundi. Anzi, gloria bloggi. L’anno scorso, al Blog Fest di Riva del Garda, il meeting dei blogger italiani, il suo sito aveva trionfato come migliore dell’anno.
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Disinformazione - Italia
11 febbraio 2009
1. LA LEGGENDA NERA
DEL DDL CARLUCCI
di Claudio Moffa
Il Ddl 2195 proposto dall’on. Gabriella Carlucci nel marzo 2009, non interessa solo in sé ma anche per le polemiche che ha immediatamente suscitato sulla rete. Poche ore dopo la sua presentazione, già piovevano gli anatemi e le condanne su molti blog, che ripetevano il solito ritornello del pericolo dell’imbavagliamento di internet...
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2. LA CURIOSA STORIA DELL’EMENDAMENTO D’AULIA
di Claudio Moffa
Interessante e curiosa la storia dell’emendamento D’Alia e relative proteste, al disegno di legge 733 sulle misure di sicurezza recentemente approvato dal Senato. Interessante, perché il senatore D’Alia è un giovane senatore (classe 66) molto presente nel dibattito parlamentare, attento conoscitore, fra l’altro, anche dei problemi internazionali dei nostri tempi...
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